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Synopsis

Autori: Giovanni Porcari, Sara Rendina, Wanda Mannino, Daniele Fiorio. 

Prefazione di Aldo Tanchis

Nel tentativo di capire meglio il metodo progettuale del designer Bruno Munari, abbiamo deciso di romperlo, di aprirlo, scoprendo semplicemente che esso è un metodo di per se' gia' aperto. 

Nella prima parte del saggio si cerchera' di capire le radici e le caratteristiche peculiari del metodo del designer milanese. Partendo dall'etimologia della parola stessa "metodo", si traccera' un quadro di avvenimenti che condizionarono a nostro avviso quello che oggi conosciamo come il metodo progettuale di Bruno Munari. Metodo applicato dal design di oggetti alle attivita' educative. Un quadro complesso di vicende e conquiste culturali che vanno dalle esperienze della Montessori a quelle di Itten, dal Bauhaus alla nascita della disciplina del design e alla Milano degli anni '60,da Piaget alla pedagogia attiva degli anni '70.

Nella seconda parte, partendo dalle opere dell’artista milanese vengono descritti alcuni parallelismi tra quello che oggi ruota intorno al mondo dell'open source e l'approccio di Munari, tra il suo metodo progettuale e le modalita' del tinkering e del mondo maker, dove la tecnologia diventa leva per stimolare e facilitare l'apprendimento e la creativita'. Da questi presupposti si snoda il racconto delle esperienze fatte tra il 2013 e il 2015 dal gruppo di ricerca Six Memos, in ambito educativo, artistico e del design. 

Il quadro che sembra delinearsi spinge gli autori ad ipotizzare che, in un periodo storico - oggi - in cui la creativita', l’innovazione e l’apprendimento sono sempre piu' “felicemente travolte” dalla tecnologia, il metodo progettuale di Munari risulta essere uno strumento operativo e di ricerca, valido ed attuale, caratterizzato da uno spirito di apertura e di condivisione, che trova nell'approccio delle open community un interessante proseguimento d'intenti. 

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