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Synopsis

Le risposte alle domande millenarie dell’uomo, su chi siamo e dove siamo diretti, passano anche attraverso questi luoghi, impregnandosi di una conoscenza antica ma mai come ora attuale: il mondo che abitiamo non ci appartiene. Ce lo affidarono i nostri genitori per restituirlo ai nostri figli.

Il patrimonio culturale e’ limitato, ma soprattutto fragile. Reperti archeologici realizzati millenni fa con materiali completamente naturali si ritrovano ad affrontare un clima sempre più mutevole ed inquinato. Le eccellenze architettoniche di ogni tempo sono in balia di un’urbanizzazione e di una cementificazione selvaggia. Durante i conflitti armati si tenta di cancellare la società nemica colpendola proprio nella sua cultura. Le ricchezze culturali possedute dai singoli Stati sono sempre più spesso oggetto di un fruttuoso commercio illegale e di un saccheggio sistematico sostenuto dall’avanzamento delle nuove tecnologie.

Se anni fa esistevano diversi gruppi di Stati coalizzati tra loro, oggi esiste praticamente una sola Comunità internazionale che tenta di stabilire, con strumenti giuridici pattizzi e convenzionali, quale comportamento sia da ritenersi giusto e quale sbagliato. L’arte e la cultura, agli occhi del diritto internazionale, non possono più rappresentare un’aspirazione puramente estetica o intellettuale non indispensabile, che può facilmente essere sacrificata ai fini della guerra o dell’economia globalizzata. Secondo Massimo Carcione la cultura potrebbe rientrare nel concetto di “Diritto alla Felicita’ ” contenuto nella costituzione degli Stati Uniti d’America, siccome rappresenta il diritto dell’uomo ad una propria storia, coscienza, dignità e liberta’ ovvero a ciò che lo distingue da ogni altro essere vivente.

Il diritto internazionale ha accolto l’appello ad una tutela giuridica collettiva dei beni culturali abbastanza tardi. Se da una parte si e’ capita presto l’importanza di tutelare i beni coinvolti nei conflitti armati, per avere i primi documenti che contemplassero i bisogni dei beni culturali in tempi pacifici si e dovuto aspettare il XXº secolo.

La tutela dei beni culturali in ambito internazionale e’ una materia complessa, che si e’ evoluta gradualmente imparando dalle proprie mancanze e lacune. Questa tesi di laurea si prefigge il preciso compito di offrire una visione sistematica e completa della materia in oggetto, passando dalla sua genesi storica ai campi specifici che la compongono, finendo con la presentazione delle principali organizzazioni internazionali che se ne occupano. Il fine e’ quello di individuare i bisogni del patrimonio culturale e le possibilità concrete per la sua preservazione. Il secondo obiettivo consiste nel valutare l’efficacia delle misure giuridiche adottate fino ad ora cosi come tentare una previsione sulla loro evoluzione futura.

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