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Synopsis

Deportazioni, torture, pulizia etnica, esecuzioni di massa: solo nel XX secolo la comunità internazionale ha progressivamente elaborato norme per affermare che certi comportamenti sono crimini e per disporre la punizione dei responsabili. Con il trattato di Roma del 1998, che ha istituito la Corte penale internazionale (Cpi), è sorta la speranza che un tribunale permanente possa punire gli autori di questi crimini gravissimi. L’autore del volume illustra tutto il percorso che, a partire dal processo di Norimberga, ha condotto al passaggio da una logica di emergenza alla istituzionalizzazione della giustizia penale internazionale. Si sofferma poi sul ruolo della Cpi, che interverrà ogniqualvolta i giudici nazionali non siano in grado o non vogliano punire i responsabili di crimini internazionali. Non tutti gli Stati ne hanno ancora accettato la competenza, ma certo è che rimanerne fuori significa sfidare il progresso dell’umanità e il rafforzamento degli strumenti di tutela dei diritti fondamentali.

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