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Synopsis

Rivista letta e conosciuta in Europa, Israele e Stati Uniti, «La Rassegna Mensile di Israel» è divenuta da tempo uno strumento indispensabile allo studioso della storia, del pensiero, della letteratura degli ebrei in Italia.«La Rassegna Mensile di Israel» nasce nel 1925 e da allora, salvo per una interruzione di quasi un decennio – dal 1939 al 1948 – causata dalle leggi antiebraiche prima e dagli eventi bellici poi, ha continuato la sua pubblicazione con lo scopo di rendere accessibili ai suoi lettori le problematiche religiose, politiche, sociali e storico-culturali dell’ebraismo, dando modo di conoscere anche nuove ricerche in ambito archeologico, letterario, artistico e scientifico. Diretta a lungo da Dante Lattes (che fu anche uno dei suoi fondatori), negli oltre settanta volumi pubblicati sinora ha raccolto articoli di personalità eminenti, sia italiane che straniere.Questo volume di Miscellanea, presentato da una nuova direzione, unisce quattro contributi dedicati alla storia degli ebrei italiani e quattro di temi letterari. La prima sezione si apre con un contributo di Alberto Abramo Piattelli sulla scoperta di un amuleto murato in una casa del Ghetto Nuovo veneziano, il cui scopo doveva essere la difesa degli ebrei dagli assalti delle truppe napoleoniche. Claudia Di Cave descrive la fine della coesistenza fraebrei e valdesi in una terra di Calabria che, prima di essere spietata, era anche stata materna e accogliente. Liana Elda Funaro narra del gruppo di ebrei piemontesi emigrati per ragioni di studio a Firenze nella prima metà dell’Ottocento e di cui molti giocarono un ruolo nel formarsi del nuovo stato italiano: valga per tutti il nome di Isacco Artom, il quasi mitico segretario del Conte di Cavour. Pierluigi Briganti descrive come la Banca Commerciale Italiana, benché sostenitrice del movimento fascista, ne avesse poi applicato inmaniera possibilmente moderata i dettami razziali.La seconda sezione presenta, in prima traduzione italiana, un racconto scritto da Sholem Aleykhem nel suo periodo russo; è curato da Roberta De Giorgi, che ne ha anche redatto l’introduzione. Stefania Zezza riflette su come lo psicologo Viktor Frankl, così come altri ex katzetnik, fosse riuscito a trovare un motivo per cui sopravvivere persino nell’abisso del lager. Il testo di Laura Quercioli ha a suo eroe il poeta polacco Czesław Miłosz, premio Nobel per la letteratura nel 1980, e uno dei primi e più empatici testimoni da parte cristiana dell’insurrezione del ghetto di Varsavia. Infine, dei terribili contraccolpi della guerra e del fascismo tratta l’omaggio di Raniero Speelman alla grande dame della letteratura ebraica italiana, Giacoma Limentani.Anche in queste pagine, la «Rassegna», la massima espressione culturale dell’ebraismo italiano, conferma la sua vocazione di pubblicazione accademica ma al tempo stesso aperta a tutte le voci di coloro che si occupino di cultura ebraica, un campo ampio e variegato, che attraversa ogni periodo e tematica del pensiero occidentale.

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